Vacanze in bici in Italia: itinerari da nord a sud

Ciclabile della Valsugana, Trentino – Veneto / © Ronny Kiaulehn – Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A

Seguire il ritmo del proprio corpo, scoprire il territorio in modo lento e silenzioso: la bicicletta è da sempre sinonimo di una scelta all’insegna del benessere e dell’ambiente, lontana dalla frenesia del traffico sulle quattro ruote. E in epoca Covid, il cicloturismo può rivelarsi l’esperienza ideale per le prossime vacanze e il tempo libero, soprattutto in Italia.

Abbiamo infatti la fortuna di vivere in un Paese piccolo ma incredibilmente vario. Ogni regione ha la propria personalità, e offre un splendido mix di bellezze naturali, storiche, culturali e culinarie. Quindi non solo natura, ma la possibilità di visitare borghi, città d’arte e gustare le specialità gastronomiche fra una tappa e l’altra.

In sintesi, rigenerarsi dopo lo stress di una quarantena premiando l’Italia offre diversi vantaggi. Da una parte si aiuta il turismo locale a riprendersi dalla crisi, e dall’altra si godono le bellezze nostrane all’insegna della Low Touch Economy (sicurezza, salute, distanziamento, corto raggio). La bicicletta infatti favorisce un naturale distanziamento fisico, e l’adattabilità a qualsiasi contesto. Non occorre essere ciclisti allenati, e ogni itinerario è programmabile in viaggi settimanali, escursioni giornaliere o nei weekend. In più, grazie all’introduzione su larga scala della bicicletta elettrica, anche i meno allenati possono montare in sella. E, last but not least, pedalando si può risparmiare l’emissione di 1,5 milioni di tonnellate di CO2ogni anno.

Non a caso, secondo il rapporto 2020 Isnart-Unioncamere e Legambiente sulle tendenze e l’economia del cicloturismo in Italia, la vacanza in bicicletta quest’anno potrebbe aumentare i suoi “adepti” con 26 milioni di pernottamenti di cicloturisti italiani, conto i 20,5 milioni nel 2019. Un’ulteriore conferma della crescita esponenziale registrata negli ultimi tempi.

In tutto il Paese ci sono ben 58.000 chilometri di itinerari adatti alle esigenze di tutti, dal più esperto a chi cerca l’adrenalina dei sentieri di montagna fino alla famiglia con prole a seguito. Abbiamo così pensato di proporvi qualche percorso da nord a sud, tutti con un comune denominatore: riempiono gli occhi di bellezza  mettendo in moto muscoli e polmoni.

Val di Fassa – Verso Passo Sella / © Daniele Montigiani – Trentino Sviluppo S.p.A

 Partiamo dall’Italia settentrionale dove il Trentino, insieme a un Nord-Est allargato a Lombardia ed Emilia-Romagna, conta quasi il 70% del movimento cicloturistico complessivo. La ciclabile della Valsugana ad esempio è un percorso di 80 chilometri immerso nella natura, che parte dal paese di Pergine Valsugana in Trentino, e arriva fino a Bassano del Grappa in Veneto. Si costeggia il lago di Caldonazzo e il fiume Brenta attraversando meleti, campi coltivati e borghi di montagna. Non a caso questa ciclabile si è aggiudicata il premio della stampa agli “Italian green roads award 2020”, riconoscimento dedicato al cicloturismo che ogni anno premia le vie verdi d’Italia più belle capaci di coniugare territorio, cultura e gastronomia.

Molto attesa è la Ciclovia del Garda, un anello di circa 140 chilometri che percorrerà in sicurezza e separato dal traffico l’intero perimetro del più grande lago italiano. In attesa di quel momento ci sono le ciclabili vicine. Ad esempio si può partire da Trento con la pista che costeggia la riva del fiume Adige fino a Rovereto.

Un’altra ciclovia che parte dal Garda arriva a Venezia, collegando i percorsi del Trentino a quelli veneti. Lungo il tragitto è possibile esplorare anche il territorio di Verona, Vicenza e Padova.

Del resto, il Veneto ha una fitta rete di percorsi adatti a tutti gli amanti della bicicletta, con itinerari che passano dalle montagne alle colline fino alla costa. Un percorso interessante parte da Verona, passa per Rovigo e arriva a Rosolina Mare, addentrandosi nell’incontaminata natura del Parco regionale del Delta del Po. Anche in provincia di Treviso pedalare nel Parco naturale del Sile garantisce molte soddisfazioni. Altrettanto gettonato l’itinerario che attraversa i Colli Asolani partendo da Cornuda per arrivare a Bassano del Grappa.

Pedalando in FVG, Friuli / © Mario Verin – turismofvgfoto.it

E qui ci avviciniamo a un’altra regione molto apprezzata dagli amanti della bicicletta, il Friuli-Venezia Giulia. L’Adriabike è la ciclovia dell’alto Adriatico che parte dal massiccio del Tricorno in Slovenia: in 1.000 chilometri collega le Alpi e i laghi sloveni con le spiagge e le lagune dell’Adriatico.

Altri percorsi molto apprezzati si snodano lungo la Valle del Natisone e  San Daniele, per gustare non solo la bellezza paesaggistica ma anche il famoso prosciutto locale.

Gli amanti delle mountain bike alla ricerca di salite e discese hanno a disposizione un tracciato che si addentra nel Parco delle Prealpi Giulie, una delle zone più belle dal punto di vista naturalistico. O ancora il Trieste Bike Trail, per scoprire l’ambiente carsico a cavallo tra Italia e Slovenia, fra gli itinerari più panoramici d’Europa.

Infine, per i più allenati ci sono le strade del Giro d’Italia passando sui Colli Orientali del Friuli, con le cime dolomitiche azzurre e rosa a fare da sfondo. Un altro percorso parte da Gemona del Friuli che, passando per il Collio, arriva a Trieste.

Pensate che dal capoluogo friulano si potrebbe raggiungere il tacco dello stivale attraversando ben sette regioni, grazie alla Ciclovia Adriatica. Parliamo di un itinerario nazionale di circa 1.300 chilometri che arriva a Santa Maria di Leuca, il punto più meridionale della Puglia. E quest’ultima è un’altra regione apprezzata dai cicloturisti, che possono pedalare nella macchia mediterranea all’ombra di antiche querce e ulivi monumentali. Senza poi parlare della bellezza del mare e delle spiagge.

Il tratto pugliese della Ciclovia Adriatica conta oltre 500 chilometri di paesaggi variegati. A partire da Lesina offre due opzioni: il percorso classico lungo l’Adriatico pedalando attorno al Gargano sulla litoranea, oppure proseguire verso sud-est e ricollegarsi all’itinerario principale all’altezza di Manfredonia. Usciti dal Gargano ci sono ancora 350 chilometri prima dell’arrivo, toccando tappe come Bari, Polignano a Mare e Monopoli. Tornando verso il mare, è doveroso uno stop a Ostuni, la città bianca. Da qui si continua a seguire la costa fino a Santa Maria di Leuca.

 

Molte sono però le opzioni per pedalare in Puglia: dal Gargano al Salento ci sono ben 2.000 chilometri attraverso antichi sentieri, strade di campagna e a basso traffico.

 Sulla costa opposta dello stivale abbiamo invece la Ciclovia Tirrenica, circa 1.200 chilometri di cui oltre 700 già percorribili fra diverse regioni. In Liguria il tratto è di 460 chilometri e interessa siti archeologici, borghi e aree naturali protette come il Parco Nazionale delle Cinque Terre e quello Regionale di Monte Marcello Magra.

La costa toscana non è da meno e accontenta tutti, da chi ama il mare alla montagna, dalle città d’arte alle grotte naturali. Sono 560 i chilometri percorribili, compresi i collegamenti multimodali con stazioni ferroviarie e porti tra cui quello di Piombino, inserendo così l’Isola d’Elba nel tracciato della ciclovia. Il percorso include la Versilia, la Costa degli Etruschi e Pisa. Non mancano aree naturali protette come il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, quelli regionali di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli e quello della Maremma.

È nel Lazio che la Ciclovia Tirrenica termina, con 200 chilometri fra i siti archeologici come Tarquinia, la Riserva Statale del Litorale Romano e il Monumento naturale Palude di Torre Flavia. Da non perdere anche il percorso naturalistico lungo il Tevere, che dal centro di Roma porta al litorale. Molto suggestivi i parchi nella parte meridionale della regione, come il Parco Nazionale del Circeo con percorsi pianeggianti accessibili a tutti.

Andiamo ora nelle isole del Sud. In Sicilia svariate associazioni propongono percorsi organizzati. Molti spunti sono offerti dal SIBIT Sustainable Interregional Bike Tourism  (http://www.medinbike.eu), progetto europeo che coinvolge le città di Siracusa, Caltanissetta, Ragusa, Agrigento e Trapani. Per visitare alcune delle località più belle dell’isola c’è l’itinerario che collega Trapani a Siracusa. Da Trapani, in direzione di Agrigento, si può fare tappa all’acropoli di Selinunte, oppure a Segesta. La linea di costa che separa Trapani da Marsala è di incredibile bellezza.

La ciclovia principale è in provincia di Agrigento con 170 chilometri di percorsi tra spiagge e siti archeologici. Si possono esplorare la riserva del WWF di Torre Salsa e la Valle dei Templi.

Merita anche la ciclovia “barocco” che tocca Modica, Scicli, Palazzolo Acreide e Noto verso Siracusa, tutti patrimonio dell’Unesco.

Concludiamo i nostri consigli con la Sardegna: sulla costa o nell’entroterra, le due ruote sono il mezzo ideale per scoprire questa terra autentica e selvaggia. Un itinerario molto suggestivo percorre da nord a sud il litorale orientale. Un progetto prevede una rete ciclabile regionale con 2.700 chilometri di strade secondarie; verranno realizzati e messi in sicurezza circa cinquanta itinerari su tracciati già esistenti, strade provinciali, comunali e urbane, piste ciclabili e ferrovie dismesse. La rete coinvolge due terzi dei comuni, sei parchi, quasi cento aree protette e oltre 700 punti di interesse storico e naturalistico. La rete sarà collegata anche ad aeroporti, porti e ferrovie.

Ecco alcuni consigli per gli amanti dei parchi. Il parco di Porto Conte ha tre itinerari connessi con la rete maggiore. Accanto, nel territorio di Sassari ci sono altri tre percorsi per mountain bike. Una dorsale cementata di 25 chilometri, ideali per bici da strada, attraversa invece il parco dell’Asinara fra mare, sorgenti, ruscelli, stagni e dighe. Altro parco da esplorare in mountain bike è l’oasi di Tepilora, sito Unesco, tra Montalbo e la costa delle Baronie.

Non resta altro che controllare l’altezza di sellino e manubrio, riempire la borraccia, e mettersi in sella.

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