Le strade del vino in Italia: itinerari per un viaggio del gusto

Vigna Barbaresco, Piemonte / © Davide Dutto – Archivio fotografico Ente Turismo Langhe Monferrato Roero

La fortuna di vivere in Italia, nota non a caso come il Bel Paese, è quella di unire a incredibili bellezze naturali e artistiche anche una ricca tradizione enogastronomica. Ogni regione, come sempre, ha qualcosa di unico e speciale da offrire. E l’autunno, quando le foglie si tingono di colori accesi ed è tempo di vendemmia, è ideale per andare alla scoperta dei vini locali. Anche solo un weekend basta per unire panorami collinari e terrazzamenti a ottime degustazioni. Per gli appassionati, ci sono veri e propri percorsi tematici, noti come le strade del vino. Si tratta di itinerari turistici disciplinati da una legge nazionale e segnalati con appositi cartelli, dove è possibile conoscere il territorio e le relative produzioni grazie a vigneti e cantine di aziende agricole aperte al pubblico.

Vendemmia, Piemonte / © Alessandro Sgarito –  Ente Turismo Langhe Monferrato Roero

Queste strade sono perfette per chi è alla ricerca di un rapporto diretto con l’ambiente naturale, e agricolo in particolare. In Italia come potete immaginare c’è l’imbarazzo della scelta, abbiamo così pensato di selezionare per voi alcuni itinerari rappresentativi di regioni che spiccano per le proprie eccellenze vinicole.

Vendemmia, Piemonte / © Alessandro Sgarito –  Ente Turismo Langhe Monferrato Roero

Iniziamo dal Piemonte, che con i suoi 43.500 ettari di vigneti è sinonimo di vini prestigiosi come il rosso Barolo e Barbaresco, Barbera, Ghemme, Gattinara e Brachetto d’Acqui insieme al bianco Roero Arneis, Gavi, Asti Spumante e Moscato d’Asti. A fare da cornice allo splendido paesaggio ci sono cittadine e borghi medievali. La regione conta ben sette strade del vino, da quella dei Colli Tortonesi alla strada del Barolo.

Panorama Langhe, Piemonte / © Rino Gastaldi – Archivio fotografico Ente Turismo Langhe Monferrato Roero

E per gli enoturisti l’offerta è davvero ampia: 17 varietà DOCG e 42 DOC, gran parte delle quali nascono nei paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, Patrimonio Unesco: 18.000 cantine e 14 enoteche regionali permettono di degustare questo vero e proprio tesoro enologico. L’inserimento nella celebre lista è dovuta al fatto che questi paesaggi “sono un’eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino”.

Vigneti del Monferrato / © barolowinetours.net

Colline costellate di vigneti, borghi d’altura e castelli medievali, dove la viticoltura è al centro della vita economica e sociale da secoli: è questo il contesto che attende i visitatori. Siamo nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo per un totale di quasi 10.800 ettari e una trentina di comuni. Il progetto comprende cinque aree vinicole e un castello: La Langa del Barolo, le colline del Barbaresco, Nizza Monferrato e il Barbera, Canelli e l’Asti Spumante, il Monferrato degli Infernot, il Castello di Grinzane Cavour.

Lago di Caldaro, Alto Adige / © Clemens Zahn

Passiamo ora a un’altra chicca per gli amanti del vino, l’Alto Adige. Anche qui il panorama di per sé merita un viaggio: un ambiente naturale punteggiato da grandi pascoli, piramidi di terra, laghi dall’acqua trasparente e cascate. A tutelarlo ci pensano il Parco Nazionale dello Stelvio e sette parchi naturali. Ma soprattutto, l’Alto Adige è una terra di contrasti in cui convivono paesaggi alpini e mediterranei.

Termeno, Alto Adige / © Benjamin Pfitscher

Non ci sono solo le Dolomiti infatti ma anche dolci colline soleggiate ricoperte di vigneti. Non stupisce quindi che ci sia una strada del vino, che per 42 chilometri e migliaia di ettari si snoda da Salorno a Nalles. Ma potrebbe allungarsi di un altro centinaio di chilometri se si includessero anche le 16 località vinicole che la costellano. Gli enoturisti potranno degustare un calice in qualche stube o in una cantina dei borghi medievali dai palazzi merlati. Lagrein, Santa Maddalena e Gewürztraminer sono i vini tipici del territorio, da abbinare a un tagliere di speck e formaggi.

Lago di Caldaro, Alto Adige / © Benjamin Pfitscher

Ma non solo gusto e natura, anche lo sport fa la sua parte, con svariate piste ciclabili che si alternano alle cantine. Molti sono gli itinerari, come quello centrale che in 23 chilometri unisce Caldaro e Appiano, quello nord da Bolzano a Nalles, e quello sud da Cortaccia a Termeno passando per Magrè, dove cresce la vite più antica dell’Alto Adige, piantata nel 1601.

Pista ciclabile, San Pietro in Cariano / © Archivio fotografico Regione Veneto – Direzione Promozione Economica e Internazionalizzazione

Altra tappa imperdibile per gli amanti del nettare degli dei è sicuramente il Veneto. Qui c’è l’imbarazzo della scelta fra gli itinerari che vanno dai colli Euganei e quelli Berici, dal vino Prosecco al Soave. Noi vi proponiamo la strada del vino Valpolicella. La Valpolicella è uno splendido territorio collinare a pochi chilometri da Verona, città d’arte patrimonio Unesco. È racchiusa tra la Valdadige, la Lessinia (area della Prealpi venete) e la pianura veronese vicino al Lago di Garda. Il territorio, da sempre fertile grazie ai numerosi corsi d’acqua, ha visto il passaggio alle moderne coltivazioni senza dimenticare però l’agricoltura tradizionale. Un esempio sono i terrazzamenti con muri a secco, le “marogne”, le vasche in pietra dove si preparava il verderame, i casotti per gli attrezzi, le antiche ghiacciaie.

Valpolicella / © Archivio fotografico Regione Veneto – Direzione Promozione Economica e Internazionalizzazione

La scoperta della Valpolicella attraverso le strade del vino tocca diversi borghi, come quello di San Giorgio, dominato dall’antica Pieve romanica, Fumane, porta d’accesso al Parco Naturale della Lessinia dove si possono visitare i “castellieri” (villaggi d’altura fortificati). Vicino a Molina c’è invece il Parco delle Cascate con tanto di museo botanico, mentre incorniciato dalle colline coltivate a vite e ciliegio c’è il paese di Negrar col suo Giardino Poiega, tipico esempio di giardino all’italiana. Altri borghi da non perdere sono San Pietro in Cariano con la Villa La Serenella, progettata e realizzata da Andrea Palladio, e San Floriano, splendida testimonianza del periodo romanico.

Passiamo ora all’Italia centrale, dove la Toscana è un’altra terra di eccellenza per la produzione vinicola. In tutta la regione, il senese vanta alcuni dei vini più rinomati, perfetti per assaggiare prelibatezze locali come la carne di Chianina, i salumi di Cinta Senese e il Pecorino Toscano DOP. Numerose sono le strade che portano a un viaggio del gusto tra colline costellate di vigneti e oliveti (l’olio evo è certificato DOP Terre di Siena), antichi borghi e resti di insediamenti etruschi.

Chianti, Toscana

La strada del vino Vernaccia di San Gimignano riunisce aziende vitivinicole, agriturismi, ristoranti ed enoteche per divulgare i sapori e i processi di produzione. Alle porte del borgo si possono visitare le cantine dei territori di Montauto, Libbiano, o Pancole. Tra il cuore della Toscana e la costa maremmana si snoda la strada dei sapori della Val di Merse, un’oasi di silenziosi boschi con bellezze storiche e artistiche. La strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei sapori della Valdichiana Senese unisce dieci borghi: Cetona, Chianciano Terme, San Casciano dei Bagni, Chiusi, Montepulciano, Pienza, Sarteano, Sinalunga (fra le perle della Valdichiana Senese), Torrita di Siena e Trequanda. Si va così alla scoperta del Vino Nobile e dei suoi produttori nelle cantine, scavate nella roccia e nel tufo, per poi rilassarsi alle terme.

La Valdichiana è un ottimo punto di partenza per la strada del vino Orcia, in un territorio dalle dolci colline, con calanchi e biancane. Il miglior modo per degustare le delizie della Val d’Orcia, Patrimonio dell’Umanità Unesco, è visitare direttamente i singoli produttori e tutti i centri della valle.

Infine, tra Siena e Firenze c’è la strada del vino e dell’Olio Chianti Classico, con un intreccio di strade che collegano i centri più grandi ai borghi e ai castelli, come quella che porta a Radda in Chianti fino al Castello di Brolio.

Vendemmia a Montelaguardia, Donnafugata / © Fabio Gambina

Spostandoci al sud, una menzione speciale va sicuramente alla Sicilia, fra le prime regioni italiane a conoscere l’arte dell’enologia, come testimoniano antichi reperti archeologici. Qui storia e mito si uniscono, la natura è rigogliosa e la cultura una splendida mescolanza di grandi civiltà. Il clima soleggiato, le colline e la brezza del mare hanno permesso ai vini siciliani di essere un fiore all’occhiello nel panorama nazionale e non. Tutto frutto della coltivazione di vitigni autoctoni.

Grazie alle tante aziende vitivinicole sparse per la regione, insieme alle cantine aperte al pubblico, è possibile degustare vini siciliani DOC e DOCG tra rossi, bianchi, rosati, liquorosi e spumanti. Dallo Zibibbo, il più antico, al Nero d’Avola fino al Nerello Mascalese. Le province più produttive sono quelle di Agrigento, Palermo e Trapani.

Proprio a Trapani si concentra la metà della produzione di tutta l’isola, così fra i numerosi percorsi vi consigliamo la strada del vino e dei Sapori Erice Doc che si divide fra Erice, Trapani, Segesta e Mozia. L’itinerario riunisce imprese private come agriturismi, resort di lusso, ristoranti tipici, case vinicole e cantine di produzione.

Trasporto dell’uva, Mozia / © insidewine.it

Per chi ama unire il profumo dei grappoli d’uva a quello del mare, un’altra regione da non perdere è la Liguria. In questo territorio che si allunga fra montagne e mare, i vitigni trovano spazio sulle colline dell’entroterra o negli stretti terrazzamenti a picco sul mare. Di conseguenza le coltivazioni non sono ampie, ma nonostante questo i vini liguri sono di grande qualità e vantano caratteristiche molto particolari.

In una delle zone più turistiche della regione, le Cinque Terre, si produce in quantità limitatissima lo Sciacchetrà (il cui nome deriva forse dal “sciacàa”, schiacciare, verbo usato in dialetto per la pigiatura che avviene alla fine di novembre). Siamo in provincia della Spezia, dove su ripide colline si trovano i cinque famosi borghi di pescatori dalle case colorate: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Anche qui l’uomo ha saputo rimodellare il paesaggio creando terrazzamenti sorretti da chilometri di muretti a secco, la cui tecnica si tramanda di generazione in generazione. I villaggi sono immersi nel Parco nazionale delle Cinque Terre, Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. Questo territorio è stato letteralmente strappato alla natura per piantarvi vigne, ulivi e alberi di limone. I sentieri sono simili a quelli di montagna, ma a ripagare la fatica del trekking ci sono le cantine in cui degustare un ottimo calice.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *