Viaggio in Patagonia: un itinerario per sognare

La Patagonia, paesaggi aspri e incontaminati

La Patagonia è uno di quei posti in cui ci si sente una creatura davvero piccola di fronte all’immensità della natura. Paesaggi aspri e incontaminati, dove il vento sferza ogni cosa e i giganti di ghiaccio ci osservano dall’alto della loro maestosità. Da secoli richiama avventurieri, esploratori, viaggiatori, alpinisti, sportivi, tutti accomunati dal desiderio di scoprire una delle lande più remote del pianeta.

Parco Torres del Paine, Cile / © Sernatur

Siamo nel continente americano a cavallo fra Cile e Argentina, per l’esattezza nell’estremo sud del mondo. È qui che si estende la Patagonia, una regione geografica che in oltre 900.000 chilometri quadrati offre una ricchezza di paesaggi infinita. Vulcani e geyser, montagne da cui discendono enormi ghiacciai, laghi e fiumi. Steppe sconfinate, valli e villaggi di montagna in mezzo ad antiche foreste indigene.

Delimitata da nord a sud dalla Cordigliera delle Ande, è bagnata da due oceani, Atlantico e Pacifico, che vicino all’Antartide si fondono in un’unica massa d’acqua.

Parco Torres del Paine, Cile / © Sernatur

A regnare sovrano è il vento, compagno fedele dei gauchos, i mandriani delle sconfinate distese patagoniche, le mesetas. Non a caso è una delle regioni più scarsamente popolate del mondo, aspetto che infonde ancora più fascino a questa terra selvaggia fatta di spazi smisurati e solitari.

Il clima è rigido, il territorio poco accogliente: quello in Patagonia non è un viaggio per tutti, ma è un viaggio che resta per sempre. Perché quando la natura si mostra allo stato brado dà emozioni indimenticabili. E se da una parte mette alla prova, dall’altra con la sua bellezza è di continuo conforto.

La sensazione è quella di essere davvero lontani da casa, dall’altra parte del pianeta, forse pure alla fine del mondo. Al tempo stesso però si sente un’incredibile connessione con la natura, parte di un tutto meraviglioso. Si tocca con mano il proprio lato selvaggio, cosa di cui, chi più chi meno, hanno tutti bisogno.

Parque Marino Francisco Coloane, Cile / © 2010 Luis Bertea R

La Patagonia richiede di sicuro un programma intenso, ma è il posto perfetto per concedersi un viaggio slow. Serve il giusto tempo per godersi il paesaggio e riflettere sulla magnificenza che ci circonda, per gustare il silenzio.

Il trekking è un’esperienza faticosa ma imperdibile, non se ne può fare a meno. Permette infatti di scoprire anche l’incredibile biodiversità, la ricchezza della flora e la fauna. Dai guanachi (sorta di piccoli cammelli selvatici del Sud America) ai condor, dalle colonie di leoni e elefanti marini ai pinguini di Magellano, i delfini e la balena franca australe.

In questo articolo andiamo alla scoperta della Patagonia partendo dal Cile per andare fino alla punta estrema nella Terra del Fuoco, e da qui risalire l’Argentina in direzione nord.

Fiume Baker, Cile / © Sernatur

Un percorso scenografico in Patagonia attraverso la Carretera Austral

Uno dei modi migliori per addentrarsi in questa terra è la Carretera Austral, vero e proprio percorso scenografico fra paesaggi incontaminati. Più di 1.200 chilometri da fare in macchina o in bicicletta. Comincia nella parte settentrionale della Patagonia a Puerto Montt, nella regione dei Laghi a un migliaio di chilometri da Santiago del Cile per intenderci, e finisce a Villa O’Higgins al confine con la regione di Aysen. Si viaggia sulla terra e sull’acqua, perché la grande diversità paesaggistica fatta di boschi andini e pampa, laghi e fiumi impetuosi, in alcuni tratti richiede il servizio dei traghetti. Si può approfittarne e deviare per vedere ad esempio il fiume Baker, il ghiacciaio O’Higgins e il lago General Carrera/Buenos Aires (condiviso tra Cile e Argentina è il più grande di entrambi i Paesi, e il secondo del Sud America).

Fiume Baker, Cile / © Sernatur

Tappa fondamentale è Puerto Natales, paese cileno che sorge su un fiordo, porta d’ingresso al famoso Parco Nazionale Torres del Paine, Riserva della Biosfera Unesco. Ben 230.000 ettari fatti di acque turchesi, ghiacciai, iceberg e veri e propri monumenti rocciosi. Al suo interno c’è il Massiccio del Paine, o Cordigliera del Paine, piccolo ma spettacolare gruppo montuoso. A dare il nome al parco sono le tre Torres del Paine, giganti di granito a cui vento e ghiaccio hanno dato forma. Nel parco, dove si sfiorano i 3.000 metri di altezza, convivono condor, volpi e puma.

Parco Torres del Paine, Cile / © Sernatur

Spingendosi più a sud, chi cerca paesaggi sempre più remoti troverà in Punta Arenas l’accesso per avvicinarsi vertiginosamente all’Antartide. Si può navigare in traghetto, barca o kayak tra i fiordi nello Stretto di Magellano. Da secoli è noto come uno strategico passaggio naturale che mette in comunicazione l’Oceano Pacifico e quello Atlantico. È un percorso navigabile, difficile per il clima rigido e la strettezza di alcuni tratti, che si trova fra la massa continentale e la Terra del Fuoco, arcipelago diviso fra Cile e Argentina.

Questa cornice storica e geografica non può che richiamare alla mente un impavido senso di avventura. Fu infatti Ferdinando Magellano il primo europeo a navigare lo stretto nel XVI secolo, mentre circumnavigava il globo. Il paesaggio tutto intorno è estremo con aspre pendici, e guanachi e cavalli selvatici che corrono liberi.

Isola di Navarino, Cile / © Errante Ecolodge

Per chi ama esplorare il territorio facendo trekking, sull’isola Navarino c’è il circuito più australe del mondo: Dientes de Navarino. Si tratta di una catena montuosa in cui si concentrano boschi, pianure di muschio, laghi e lagune.

E per vivere un viaggio davvero unico, ci si può spingere fino a Capo Horn, uno dei punti più meridionali d’America. Su quest’isola è stato istituito l’omonimo parco Nazionale, Riserva Mondiale della Biosfera Unesco. E poi si può proseguire fino ad arrivare in Antartide.

Nella Terra del Fuoco si trova anche la città più meridionale del pianeta, Ushuaia. Siamo in Argentina, e questo capoluogo di provincia sorge su una piccola insenatura del Canale di Beagle, un lembo di mare a cavallo col confine cileno in cui gelide acque e montagne sembrano fondersi. Imperdibile un giro per avvistare leoni marini e pinguini.

Parque Pinguino Rey, Cile / © Sernatur

Ma Ushuaia è anche nota per essere la porta d’ingresso del Parco Nazionale Tierra del Fuego, un’oasi di foreste dove vivono volpi, guanachi, conigli, castori e condor. In una superficie di quasi 70.000 ettari regala un paesaggio di spettacolare bellezza, in un mix che include l’ultimo tratto andino con ghiacciai, foreste, torbiere, laghi, valli e costa. È a questo punto che inizia un’altra strada panoramica fra le più note dell’Argentina, la Ruta Nacional 3. Percorrendola verso nord per 3.000 chilometri attraverso il Paese si arriva alla capitale, Buenos Aires.

Parque Pinguino Rey, Cile / © Sernatur

Ma fermiamoci prima nella provincia di Santa Cruz, dove c’è la Riserva di Cabo Vírgenes, che ospita una delle maggiori colonie di pinguini di Magellano.

Questa zona è famosa per ospitare centinaia di ghiacciai, laghi e foreste. Un esempio del patrimonio naturale è il Parco Nazionale Los Glaciares, a un’ottantina di chilometri dalla città di El Calafate. Con una superficie di cerca 730.000 ettari è la più grande area protetta dell’Argentina. Di fronte c’è l’immensità dei paesaggi della Patagonia, protetta in questo mitico parco dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Perito Moreno, Argentina

Qui si incontrano i ghiacciai più importanti che discendono dal Campo di ghiaccio Patagonico, un immenso manto bianco condiviso da Cile e Argentina. Il più famoso è il Perito Moreno, fra l’altro uno dei ghiacciai più accessibili grazie alle passerelle che permettono di raggiungerlo a piedi. Uno spettacolo di 260 chilometri quadrati, che con le sue vette potrebbe essere uno splendido esempio di arte gotica naturale.

Il parco si può esplorare in barca sul lago Argentino e sul vicino lago Viedma. Poco lontano da quest’ultimo c’è il villaggio montano di El Chaltén, una delle mete patagoniche più gettonate per l’alpinismo e i circuiti di trekking. Da qui infatti è possibile effettuare l’escursione alla Laguna de los Tres per vedere da vicino il Monte Fitz Roy, sul confine tra Cile e Argentina. I percorsi sono impegnativi ma il panorama ripaga. Facendo una deviazione verso ovest prendendo la Ruta Nazional 40, strada leggendaria che attraversa l’Argentina da nord a sud, si possono ammirare le pitture rupestri della Cueva de Las Manos.

Campo di ghiaccio Patagonico, Cile / © Sernatur

Un’altra tappa da non perdere in Patagonia si trova lungo la costa. Parliamo della penisola di Valdés, importante riserva naturale Patrimonio Mondiale Unesco per la grande diversità delle specie di fauna marina che ospita. È possibile avvistare la balena franca australe, ma anche elefanti marini, orche e delfini.

Spingendosi invece all’interno verso le montagne andine c’è il Parco Nazionale Los Alerces, uno dei più belli dell’Argentina, anche questo dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco. Nei suoi 190.000 ettari protegge boschi millenari di larici. Alcuni risalgono addirittura a 2.600 anni, e raggiungono 60 metri di altezza. Bellissimi quindi i trekking da fare non solo fra piante imponenti, ma anche laghi e cascate. Ancora una volta la natura patagonica si mostra in tutta la sua bellezza.

Parco Torres del Paine, Cile / © Sernatur

Riprendendo la Ruta Nazional 40 verso nord, ci si trova immersi nella steppa, e non è cosa rara avvistare cavalli al galoppo lungo il percorso. Arriviamo nella provincia di Neuquén, fra valli e vulcani. Da non perdere la strada dei Sette Laghi, tra le città di San Martín de los Andes e Villa La Angostura. Per oltre 100 chilometri, conduce in un paesaggio fatto di acque cristalline e maestose montagne.

Da qui è possibile raggiungere altri circuiti molto ravvicinati come il Parco provinciale del Tromen, la riserva forestale dell’Area Naturale Protetta di Epulauquen, fino alla Riserva Naturale Domuyo, a 4.700 metri di altezza. Qui c’è la vetta più alta della Patagonia, una meta ovviamente molto amata dagli alpinisti.

Pampa Patagónica, Cile / © Sernatur

Montagne e praterie sconfinate nella Pampa

Ma un viaggio in Patagonia non può dirsi tale senza una sosta nella pampa, con pianure fertili, montagne e praterie sconfinate. È qui che si scopre la vita dei gauchos argentini, tra allevamenti di bestiame e tradizioni contadine.

Vicino alla città di Santa Rosa, capoluogo di provincia di La Pampa, ci sono la Riserva del Parque Luro e il Parco Nazionale Lihué Calel, per ammirare non solo la flora la fauna ma anche le pitture rupestri.

Siamo arrivati alla fine del viaggio, un viaggio sicuramente intenso e fuori dal comune. È come se col suo clima inospitale, il forte vento e il freddo che entra nelle ossa, la Patagonia volesse mettere alla prova i visitatori, renderli degni di tanta bellezza. Ma la ricompensa per la fatica non ha valore.

Lago General Carrera, Cile / © Sernatur

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