I doni perfetti del Natale 2020

Avete già pensato ai regali di Natale?

Un pensiero per familiari e amici è sempre gradito, ma spesso la scelta del dono giusto ci mette in difficoltà. Quest’anno, poi, è tutto più complicato a causa delle restrizioni per il Covid. Molte attività ricreative sono sospese, rendendo inutile un dono ad esse correlate, e lo stesso vale per i viaggi, lo sport o, semplicemente, la possibilità di festeggiare insieme. Lo scambio dei regali diventa quindi incerto, così come la possibilità di scendere a cercare quelli più adatti. In un certo senso questa situazione potrebbe riportarci un poco con i piedi per terra, facendoci ridurre anche il consumismo che caratterizza una festività dal significato ben diverso. Il 2020 è stato un anno difficile per molte persone, per alcune dal punto di vista sanitario e per molte altre da quello economico. Ebbene, proviamo ad abbracciare l’idea di un Natale diverso, non sottotono, ma solo con meno sprechi e, per chi ne ha la possibilità, anche solidale.

Vi presento quindi il regalo perfetto per un Natale Sostenibile e Solidale, facile da trovare e consegnare, adatto ad ogni budget e per tutti i destinatari: un albero! Sì, avete letto bene; non parlo di un semplice, seppur bellissimo, bonsai, ma di un vero e proprio albero a dimensioni naturali. Come può essere un regalo adatto a tutti? Ora ve lo spiego.

È possibile acquistare e regalare un alberello che verrà poi piantato da qualche parte nel mondo per sostenere i contadini e, allo stesso tempo, ridurre la quantità di CO2 in atmosfera, contribuendo alla riforestazione del Pianeta. Chi ci dice che è vero? La piattaforma web Treedom può garantirci tutto questo con la numerazione, geolocalizzazione e acquisizione di immagini fotografiche di ogni singolo albero; tutti i dati sono riportati sul sito, dove è possibile consultarli e verificare la posizione del proprio albero grazie all’integrazione di google maps. Chiunque, cittadini privati, aziende, associazioni o istituzioni, può richiedere la messa a dimora di uno o più alberi, risultandone intestatario e beneficiario delle sue quote di CO2 compensata. In pratica è possibile neutralizzare la propria impronta di carbonio, aiutando un contadino e il mondo intero. Le funzionalità della piattaforma sono in realtà molte di più, ma andiamo per gradi e cominciamo con la mission del progetto Treedom: aprire il mercato volontario del carbonio a realtà agro-forestali di piccole dimensioni. Di cosa parlo? Facciamo un passo indietro.

Un Natale ecosostenibile e ecosolidale

Il mondo sta iniziando ad affrontare il problema del Cambiamento Climatico, causato dalle eccessive emissioni in atmosfera di gas serra prodotti dalle attività umane. L’unico modo per concretizzare il problema e sottoporlo all’attenzione dell’attuale civiltà è quello di monetizzarlo. I Carbon credits sono la valuta di scambio utilizzata nel Mercato del carbonio e ognuno equivale ad una tonnellata di CO2. Il limite massimo di emissioni consentite a livello globale, “cap”, è diviso tra Stati ed aziende con “diritti di emissione”; delle quote di carbonio, “carbon credits”, possono essere scambiate, “trade”, per soldi veri, tra soggetti più e meno virtuosi, in favore dei primi. Consideratevi tutti partecipi del gioco di borsa, poiché ognuno contribuisce all’emissione di CO2 con le proprie attività, seppur queste vi sembreranno minime.

Proviamo a calcolare la nostra impronta di carbonio, ovvero le nostre emissioni, con una sezione della piattaforma Treedom: https://www.treedom.net/it/co2. Qui potete selezionare il Paese in cui vi trovate, per stimare le emissioni legate ai consumi medi pro capite di acqua, luce e gas; si prosegue con la selezione di vari elementi (elettrodomestici, dispositivi elettronici, cibo e mezzi di trasporto) presenti nei diversi ambienti di una casa virtuale e, infine, si ottiene il conteggio totale dell’anidride carbonica emessa in 365 giorni, con anche il dettaglio della ripartizione. Per la sezione dei trasporti è possibile indicare la tipologia di mezzo e la frequenza di utilizzo. Badate che il risultato ottenuto è espresso in Kg di anidride carbonica, e non in tonnellate, come invece sono quantificati i carbon credits. Ora che siamo più consapevoli riguardo la nostra impronta di carbonio, vediamo come Treedom può aiutarci a partecipare in prima persona al “cap and trade” del mercato volontario della CO2.

La prima cosa da fare è rimodulare i crediti scambiabili su unità di misura utilizzabili da ogni singolo cittadino, proprio come lo Standard della piattaforma ha utilizzato il singolo albero, e il suo assorbimento di CO2, al posto del credito di carbonio in senso tecnico. È come se dividessimo 1.000 fiches da mille euro in 1.000.000 di fiches da un euro, permettendo a tutti di partecipare al gioco.

A questo punto, avendo anche già quantificato il nostro impatto ambientale in Kg di gas serra emessi, possiamo neutralizzarlo con l’acquisto di quote verdi, ovvero di alberi che trasformano la nostra CO2 in materia organica (glucosio), tramite la fotosintesi clorofilliana. Ebbene sì, come sapete, tutti gli organismi autotrofi sono in grado di aiutarci a ridurre le nostre emissioni, ma sembra che l’umanità ignori questa soluzione, andando nel verso diametralmente opposto con deforestazioni massicce e diffuse. Detto questo vi chiedo di immaginare per un attimo alla possibilità di ampliare questo mercato volontario; cosa succederebbe? Vi sarà utile sapere che su Treedom è possibile calcolare la spesa mensile necessaria ad acquistare un tot di alberi in grado di compensare le nostre emissioni, e, soprattutto, che questa spesa va dai 10 ai 30 euro per quantità equivalenti di CO2 dalle 3 alle 12 tonnellate. Praticamente quanto i veri carbon credits.

Pensate che bel regalo può essere quello di mettere un albero sotto l’albero di Natale. Non regalereste solo una frazione di credito di carbonio, bensì, più in concreto: un vero albero identificato e geolocalizzato, e quindi un passetto in più verso la riforestazione; assorbimento di CO2, e quindi un rallentamento del surriscaldamento globale; contrasto all’erosione del suolo e alla desertificazione, e quindi più terre coltivabili; tutela della biodiversità, e quindi maggiore equilibrio ecologico e minore probabilità di spillover (salti di specie compiuti da patogeni come il Coronavirus); sicurezza alimentare e/o economica ad un contadino nel Sud del Mondo, e quindi solidarietà. Probabilmente potrei continuare ancora per molto ad elencare vantaggi connessi a questa scelta di dono, ma lo spazio è poco, quindi mi limito a dirvi che Treedom contribuisce al raggiungimento di 10 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) stabiliti dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e garantire prosperità per tutti nell’ambito di una nuova agenda per lo sviluppo sostenibile.

La scelta di un albero per assorbire CO2

Passiamo ora, finalmente, all’impostazione del sito. La scelta dell’albero, ovvero della specie, si può effettuare in base molti fattori tra cui il costo (dai circa 15 euro in su) e la quantità di CO2 che è in grado di assorbire in 10 anni (stima media al ribasso), oppure proprio della classificazione sistematica (22 specie differenti); se preferite, si può selezionare uno dei 17 Paesi in cui piantare l’alberello, ma anche la tipologia di uso (medicinale, alimentare, insetticida ecc). Dopo questa difficile scelta, e il pagamento, si riceverà una mail con un codice univoco, quello del proprio albero, e un link della pagina dove seguire la sua storia e quella del contadino che se ne prenderà cura. Qui vi manderanno tutti gli aggiornamenti sulla vita del vostro albero (a cui potrete dare un nome, volendo), a partire dal momento in cui lascerà il vivaio da plantula, passando per le foto del suo trapianto nel terreno e quelle della sua crescita negli anni. Ogni giorno potrete visitarlo, sapere il meteo che c’è nel punto esatto in cui si trova e persino osservarlo dall’alto con maps. Sarà il contadino il tramite tra voi e il vostro albero.

Sulla Home del sito, in alto, troverete la casella per inserire il Treecode degli alberi che vi vengono donati, ma ancora non so dirvi come funziona.

Il mio primo albero l’ho regalato a me stessa, per compensare il mio lungo viaggio in auto (a/r) che farò per trascorrere il Natale in famiglia; le emissioni sono elevate, per questo mi sono tenuta larga e ho scelto un albero di Neem, in grado di assorbire ben 900Kg di CO2. Noemi, il mio alberello, si trova in Kenya, a Matsangoni per essere precisi, mentre è nato nel vivaio di Kilifi. Come lo so? La scheda di ogni specie è fornita di tantissime informazioni interessanti quali, ovviamente, il nome latino (Azadirachta indica), la sua storia e la sua posizione, con anche descrizione, significato (quello del Neem è “futuro”, infatti l’Onu lo ha definito l’albero del XXI secolo per la grande capacità di assorbire gas serra), proprietà ed usi locali.

Il mio Neem è solo il primo della futura piccola foresta che voglio creare, e fa parte dei 1.536.718 alberi attualmente piantati in 17 diversi Paesi e curati da oltre 90mila contadini.

E tu cosa aspetti? Regala un albero!

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  1. Rosi Donzelli
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    • Marianna Savarese
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