Adozioni Sostenibili

Nuove iniziative ecosostenibili

In questi giorni stanno arrivando nuovi aggiornamenti da Treedom sugli alberelli piantati a Natale. Tra parenti e amici, infatti, abbiamo creato un piccolo bosco diffuso nel mondo e tutti possono seguire i progressi di ogni albero. La giornata è iniziata con la notizia che il mio primo albero è uscito dal vivaio ed è stato messo in terra, una grande emozione. Ma Treedom non è l’unico portale che visito per avere aggiornamenti… su 3bee, infatti, posso monitorare costantemente lo stato dell’alveare che mi hanno regalato. Ebbene sì, oggi vi parlerò di nuove meravigliose iniziative di tutela e solidarietà.

Le Api sono gli insetti impollinatori più famosi ed utili al mondo, e questo è un dato di fatto, eppure non tutti simpatizzano con queste piccole creature. Come è possibile? Sono laboriose, sociali, produttive e, soprattutto, indispensabili all’equilibrio dell’ecosistema. Perché? Perché consentono la riproduzione di oltre l’80% delle specie vegetali selvatiche, ovvero mantengono il primo livello trofico della catena alimentare terrestre. Conoscere meglio questa specie può aiutare chiunque a comprenderne l’importanza e, magari, anche a simpatizzarvi. Invece del classico approccio didattico, vi suggerisco quello pratico.

Chi ama e protegge le api più degli apicoltori?

Adottare e seguire un alveare non è mai stato più semplice, infatti, con l’app creata da 3bee, è possibile vivere questa esperienza anche a distanza, ovvero da casa propria. Ogni giorno potete controllare lo stato di salute delle vostre mellifere, sapere quanto nettare hanno trasportato, quanto miele hanno prodotto, quanto rumore fanno (da quest’anno lo potrete ascoltare dal telefono) e vedere qualche foto caricata da chi se ne prende cura in loco. Ma come può una semplice app, per quanto ben ideata, fornire tante informazioni?

In realtà il team di 3bee ha fatto molto di più, sviluppando dei sistemi intelligenti di monitoraggio e diagnostica per la salute delle api. Bilance e speciali sensori servono a registrare i dati che vengono trasmessi direttamente sul telefono e letti tramite app; in questo modo è possibile monitorare costantemente lo stato di salute e l’attività dell’alveare, ottimizzare la produzione di miele, risparmiare tempo e, soprattutto, intervenire tempestivamente in caso di problemi o diffusione di malattie. Facendo un po’ di conti, l’azienda 3bee ha fatto davvero molto in soli 2 anni: 10.000 apicoltori hanno scelto di avvalersi di queste nuove tecnologie come l’IoT, l’intelligenza artificiale e il machine learning; più di 1000 alveari sono stati adottati; 60 milioni di api sono state protette; 600 milioni di fiori sono stati impollinati, permettendo di assorbire 302 tonnellate di CO2.

Se tutte queste emozioni non vi bastano, sarete lieti di sapere che alla fine dell’anno riceverete il miele che le vostre api hanno prodotto! Proprio quello! Prima di scegliere l’alveare da adottare e il tempo di adozione, infatti, è possibile selezionare il tipo di miele che si preferisce: dai più comuni acacia, millefiori, lavanda e castagno, ai più rari ailanto, asfodelo e corbezzolo.

La scelta è in realtà più ampia, e varia di continuo in funzione degli apicoltori che si registrano sul portale, delle essenze vegetali presenti nei loro terreni ed anche dalla disponibilità. Sì, perché ogni adozione è unica: un alveare, un custode. Questo può essere verificato con un codice univoco, una geolocalizzazione e delle foto; così come per Treedom, insomma, i controlli e le garanzie non mancano. Sul certificato d’adozione, infine, sono riportate varie notizie inerenti la propria colonia, tra cui il nome dell’Ape Regina. Insomma, un mondo tutto da scoprire e gustare, comodamente da casa propria, sapendo di aver aiutato una specie minacciata e sostenuto un apicoltore.

L’adozione di un albero a favore dell’agricoltura biologica

Passiamo alla prossima proposta agri tech con Biofarm, la prima azienda agricola digitale e made in Italy. In questo caso l’adozione serve a sostenere gli agricoltori bio italiani, per una filiera davvero breve: produttore-consumatore. Scegliendo di adottare uno o più alberi presenti nel portale si contribuirà attivamente alla promozione dell’agricoltura biologica, tutelando l’ambiente e le varietà vegetali dei diversi territori regionali. Oltre alla soddisfazione del poter monitorare la produzione, sarà possibile visitare l’azienda agricola del proprio albero e gustarne i frutti del primo raccolto; questo può essere ritirato in loco, ad un prezzo inferiore, oppure ricevuto direttamente a casa in confezioni 100% riciclabili. L’impatto ambientale della produzione e delle eventuali consegne, comunque, diventa abbastanza marginale, poiché neutralizzato dalle circa 1458 tonnellate di CO2 assorbite ogni anno dagli alberi delle diverse aziende agricole (calcolo del partner LifeGate).

Certo una dieta sana non prevede solo frutta, per questo potete rivolgervi a Naturavicina per creare da zero un vero e proprio orto biologico e curarlo a distanza con un’app. Anche in questo caso la tecnologia risulta utile, se non indispensabile, ad ottimizzare la produzione, riducendo gli sprechi idrici e aumentando il raccolto.

Appositi sensori di umidità e temperatura, ad esempio, vi daranno tutte le informazioni necessarie per sapere quando e come attivare i sistemi di irrigazione a distanza. Insomma…molto meglio di un inutile gioco sul telefono, poiché chi semina, raccoglie. Il vostro orticello di 28mq, infatti, progettato e monitorato a distanza da voi, sarà anche curato dal vivo dal contadino locale che vi spedirà ben 30 cassette all’anno, ognuna con 6/7 kg del vostro raccolto.

Eco-attività e lavoro solidale

Di proposte similari ne trovate diverse e, a seconda dei vostri gusti e dei vostri interessi, è possibile sostenere molte eco-attività che in questo momento hanno bisogno d’aiuto. Spostandoci nell’ambiente marino, ad esempio, vi cito nuovamente 4ocean che raccoglie una libbra di rifiuti dal mare per ogni braccialetto venduto. La mission di questo team va ben oltre la pulizia degli oceani, già fondamentale di per sé, ma crea nuovo lavoro solidale in paesi dove lo sfruttamento è all’ordine del giorno, promuove attivamente il riciclo della plastica raccolta e, non da ultimo, sensibilizza la comunità al problema dell’inquinamento degli oceani. Passare dal loro articolo simbolico, il braccialetto, ad un mare di altri prodotti è stato semplice, così come hanno fatto moltissime altre realtà che oggi promuovono un mercato eco ed equo-solidale.

Coral gardeners / © cococollection.com

Molte aziende leader dei rispettivi settori produttivi hanno una green vision concreta che manifestano con iniziative di vario genere. In questo periodo, ad esempio, la North Sails si sta concentrando sulla tutela delle barriere coralline; con un qualsiasi acquisto superiore ai 150 euro, infatti, ti spediscono un certificato di adozione di un corallo. Tutto questo è possibile grazie alla loro collaborazione con Coral gardeners, un progetto nato nel 2017 sull’isola di Moorea che ripristina i reef operando trapianti di talee coralligene in aree degradate della Polinesia. Considerando l’indispensabile ruolo che hanno questi animali nella produzione di ossigeno blu, questo tipo di adozione può considerarsi al pari di quelle arboree.

Un altro grande marchio attento all’ambiente è sicuramente Patagonia che già dal 1985 devolve l’1% delle vendite al ripristino e alla tutela ambientale. Oltre ai circa 90 milioni di dollari già devoluti, l’azienda tessile Patagonia garantisce ogni giorno un ciclo produttivo sostenibile e solidale che impiega materiali di riciclo e/o di origine 100% biologica.

A questo punto non mi resta che ricordare a tutti i lettori che la crescita di questo settore attento all’ambiente è dovuta alla maggiore consapevolezza delle persone e, ovviamente alla loro sensibilità, ma non dimentichiamoci dei veterani che lo hanno fondato. A gettare le basi di regali sostenibili e acquisti responsabili sono state le associazioni ambientaliste storiche, quelle che da oltre 50 anni lottano per proteggere la Natura, prima vittima delle azioni umane. Con il WWF, ad esempio, è nata la campagna di adozioni delle specie minacciate, purtroppo in costante aumento. Insieme al certificato di adozione viene proposto un peluches che estende il piacere e la gioia dell’adozione anche ai bambini. I regali solidali del WWF, della LIPU, di Legambiente ed altri ancora si differenziano per tipologia di merchandise e, ovviamente, per tema da sostenere. La donazione più pura, comunque, è quella fine a sé stessa, ovvero non accompagnata da alcun oggetto, bensì dalla soddisfazione di aver preso parte alla formazione di ranger antibracconaggio, alla bonifica di trappole, all’acquisto di kit di primo soccorso, ricetrasmittenti o di interi ettari di foresta amazzonica, all’assistenza legale delle grandi battaglie ecc.

Insomma, non vi resta che scegliere la vostra causa del cuore e partecipare attivamente alla sua tutela con un’adozione, un acquisto o un semplice gesto. Mi raccomando, però, documentatevi bene sulle nuove realtà, poiché l’esponenziale aumento di queste ultime nasconde molti interessi di facciata, così tanti da dedicarvi una nuova categoria: i greenwashers. Ma questa è un’altra storia…

 
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  1. Alessandro
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    • Marianna Savarese
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